Marisa ha 34 anni, vive a Córdoba, in Argentina, e lavora come insegnante di lingue.
È una persona curiosa, paziente e con un grande amore per la cultura.
Ma c’è una cosa che da sempre la accompagna, un piccolo sogno che non ha mai smesso di coltivare: visitare Roma.
Fin da bambina, l’Italia è sempre stata presente nella sua vita.
Sua nonna materna, Teresa, era nata a Napoli e si era trasferita in Argentina dopo la guerra.
Marisa ricorda ancora le serate d’inverno passate ad ascoltare i racconti della nonna: la pizza preparata nel forno a legna, le strade piene di musica, il mare che profumava di sale, e poi Roma, la città più bella del mondo – diceva sempre Teresa – “una città dove ogni pietra ha una storia, e dove il tempo sembra fermarsi”.
Quelle parole hanno lasciato un segno profondo in Marisa.
Da adolescente ha cominciato a leggere libri ambientati in Italia, a guardare film italiani, a studiare la lingua.
Ogni volta che sentiva parlare qualcuno in italiano, il suo cuore si riempiva di una nostalgia strana, come se le mancasse un luogo che non aveva mai visto.
Con gli anni, la vita l’ha portata in un’altra direzione.
Dopo l’università, ha iniziato a insegnare spagnolo e inglese in una scuola privata.
Il lavoro le piace, ma tra le lezioni, gli studenti, le riunioni e le bollette da pagare, il tempo per viaggiare non è mai abbastanza.
“Un giorno andrò a Roma”, si ripete ogni volta.
Ma quel “giorno” sembra sempre rimandato.
Poi, un mattino di febbraio, tutto cambia.
Marisa riceve una notizia inattesa: la scuola chiude per ristrutturazione e le lezioni saranno sospese per alcune settimane.
All’inizio è sorpresa, poi, lentamente, si fa strada un pensiero.
E se fosse il momento giusto?
Se quel “giorno” fosse arrivato adesso?
Quella sera apre il computer e, quasi senza pensarci troppo, cerca “voli per Roma”.
Scorre le foto del Colosseo, di Trastevere, del Tevere al tramonto.
Sente una sensazione che non provava da tempo: entusiasmo.
Dopo pochi minuti, con un battito accelerato, clicca su “Prenota”.
Il viaggio di Marisa inizia così, con un biglietto elettronico nella casella di posta e un sorriso che non riesce a trattenere.
Non è un viaggio turistico qualunque.
È un viaggio che ha aspettato per tutta la vita.
Nei giorni seguenti, si prepara con cura: ripassa l’italiano, compra una guida di Roma, fa una lista dei luoghi che sogna di vedere – Piazza Navona, il Pantheon, i Musei Vaticani, Villa Borghese.
Ma più di tutto, desidera camminare senza fretta, perdersi nelle stradine, ascoltare le voci della gente, sentire il profumo del caffè che esce dai bar la mattina.
La sera prima della partenza non riesce a dormire.
Guarda la valigia pronta ai piedi del letto e pensa alla nonna Teresa.
Chissà cosa direbbe, se potesse vederla adesso.
Forse sorriderebbe, con quel suo sguardo dolce, e direbbe: “Vai, Marisa. Roma ti aspetta.”
E così, tra emozione e un po’ di paura, inizia il viaggio che cambierà la sua vita.
Roma non sarà solo una destinazione, ma un incontro – con la storia, con la lingua, con le persone, e con se stessa.



